In un'accezione romantica, la fotografia e ancor più il video, non è solo l'atto di catturare un'immagine o un momento, ma è l'arte di fermare il tempo, di imprimere emozioni e momenti irripetibili, trasformandoli in ricordi duraturi. È un racconto visivo che parla al cuore, capace di evocare sentimenti e creare connessioni profonde tra chi osserva. Ogni immagine diventa una storia, un racconto di vita che si svela attraverso dettagli, sguardi, gesti e che parla di persone, luoghi e relazioni significative. Questo semplice video realizzato in occasione della laurea di mia figlia, è sicuramente quello che ho più nel cuore.
Non sono mai stato bravo con le parole, quindi provo in altro modo a ringraziarti per come sei Giulia Garoni!
L'affermazione "Sembra ieri quando si scattava su pellicole", esprime la sensazione di nostalgia e la velocità con cui la tecnologia è cambiata, passando dalla fotografia analogica su pellicola all'era digitale. L'avvento delle fotocamere digitali e degli smartphone ha stravolto il modo di scattare e condividere le foto in pochissimo tempo, rendendo la pellicola un ricordo del passato.
Nel corso del tempo l'attrezzatura dedicata a questa passione si è accumulata. I miei ricordi vanno alla prima reflex acquistata nel 1990, una Minolta Dynax 5000ì ed ai primi video amatoriali realizzati con la Panasonic MS1 S-VHS, un camcorder definito ad alta definizione per l'epoca, alimentato da batterie al piombo e che con un peso totale di 2.700 grammi l'appoggio sulla spalla era obbligato. Il taglio, montaggio e doppiaggio audio poi era un'avventura tutta analogica fatta tra camera, videoregistratore Panasonic NV FS 100 S-VHS ed un basico mixer audio. Fu nel 2001 che quasi casualmente venni a conoscenza del mondo Apple Macintosh e del iMac G3 400 SE Graphite: era dotato di porte firewire e tramite un convertitore